Ho sonno o non ho sonno? Questo è il dilemma

Quanti libri abbiamo comprato per dare risposte alle nostre annose domande? Quanti pareri abbiamo voluto consultare?

Ebbene, che sia il primo o il sesto figlio non conta: il sonno è un vero osso duro da gestire!

Questo perché ogni neonato, così come deve imparare a muoversi, a mangiare, a dare risposta alle sue esigenze fisiche, eccetera … deve imparare a dormire.

E soprattutto deve trovare il “suo” ritmo sonno-veglia.

Ma veniamo alle domande, le più frequenti, sulle quali mamma e papà si incaponiscono, quando, alle 3 del mattino il loro piccolo disperato, non ne vuole sapere di dormire.

Dorme solo attaccato a me, sembra avere un sensore dell’abbandono. Come mai?

Il bisogno di contatto non è un vizio. È un bisogno fisiologico, soprattutto nei primi mesi di vita. Il dottor James McKenna, antropologo e professore nel dipartimento di neurologia all'università della California e ricercatore sulla SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante), ha evidenziato come il cucciolo d’uomo - diversamente da altri mammiferi, a causa della conformazione fisica del corpo della mamma - nasce meno maturo neurologicamente e quindi termina la maggior parte della gestazione fuori dall’utero materno (nei primi sei mesi di vita). Ha bisogno di cure e di un ambiente sicuro: ecco perchè la condivisione del sonno con la mamma è una decisione fisiologica.

Nostro figlio ormai ha un anno, i figli di tutti i nostri amici alla stessa età dormivano nel loro letto da mesi... ma noi siamo ancora qui con i suoi piedini in faccia e le sue posizioni bizzarre che non ci fanno chiudere occhio. Riusciremo mai a staccarlo dal lettone?

Probabilmente gli amici hanno leggermente addolcito i loro racconti.

Recentemente è stata condotta una importante indagine in Italia che ha concluso che:

> Il 72% dei bambini tra un mese e tre anni ha bisogno della presenza del genitore per addormentarsi, la maggior parte di loro (67%) richiede proprio il contatto fisico;

> tra un mese e tre anni l’86% dei bambini dorme insieme ai genitori (in camera o nel lettone tutte le notti o qualche notte); solo dai tre anni, un bimbo su 5 già dorme da solo nella sua cameretta;

> per quanto riguarda invece il lettone, ad un mese solo l’11% dei bambini si insedia stabilmente, percentuale che cresce con il tempo, tanto che a tre anni la percentuale è triplicata; abbiamo interpretato questo fenomeno come una risposta all’insorgere dell’ansia da separazione.

A parte questi dati che potrebbero farci sentire meno “alieni” (e a volte inadeguati) è ingiusto interpretare l'incapacità dei neonati di dormire soli come un fallimento del bambino o dei genitori. I genitori non dovrebbero aspettarsi che i loro bambini dormano tutta la notte a 2, 6, 8 mesi o più: è falso, si svegliano tantissimo! Solo che se sono nel lettone non ce ne accorgiamo nemmeno perché sentendosi in un luogo sicuro, si riaddormentano!

E’ stanchissimo, gli ho persino fatto saltare il riposino prima di cena… eppure non riesce a dormire.

Succede anche a noi a volte: più stanchi siamo peggio riusciamo a dormire. E sui neonati questa relazione si intensifica. Mai seguire la regola “facciamolo stancare un altro po’ così dorme meglio”. I bambini che hanno tanto sonno diventano iperattivi, eccitati, capricciosi.

Diamogli sempre la possibilità di riposare e cerchiamo di individuare i segnali preziosi di “voglia di riposino”:

- inizia a strofinarsi gli occhi

- si tiracchia le orecchie

- sbadiglia

- stira il corpo

- guarda fisso nel vuoto

- piagnucola e dimostra una certa irritabilità

Noi siamo una famiglia moderna, con una vita movimentata. Lui si adatterà prima o poi ai nostri ritmi!

No, cari genitori moderni. Esattamente il contrario.

I bambini hanno estremamente bisogno di routine e di “casa”.

Le serate improvvisate con cena al ristorante, le giornate sregolate in gita, le cene quando capita, sarebbero altamente da evitare. Saranno i bimbi a dettare i nostri “nuovi” ritmi. E noi saremo felici di seguirli, vedendo che questa scelta li farà star meglio.

Troviamo la nostra routine della sera: un bagnetto caldo, un po’ di coccole nella cameretta, una luce soffusa, un saluto a tutti i pupazzi, coccole e una dolce canzoncina e …

Buonanotte! (Si spera!!!!)

Fidiamoci dei nostri bambini, diamo loro gli strumenti per esprimersi, per imparare da soli e per poter diventare le persone uniche che già sono!

Fonte: La Leche League // Uppa