02 / 09 / 2026
Paola di Ettomio

Negli ultimi anni il linguaggio della genitorialità si è riempito di parole come Montessori, autonomia, learning tower, sedia evolutiva. Il risultato? Molti genitori si trovano davanti a prodotti apparentemente simili senza sapere davvero che cosa siano, a cosa servano e soprattutto quale scegliere.
Una prima precisazione è importante: non tutti questi oggetti appartengono formalmente al metodo Montessori. Alcuni sono strumenti contemporanei ispirati ai suoi principi; altri sono semplicemente arredi progettati per accompagnare la crescita del bambino.
Il punto di partenza del pensiero montessoriano è infatti molto più ampio del singolo oggetto: l'ambiente deve essere preparato affinché il bambino possa fare, per quanto possibile, le cose da solo. L'AMI, Association Montessori Internationale, parla proprio di un ambiente accessibile, proporzionato al bambino e capace di favorire indipendenza, scelta e partecipazione alla vita quotidiana.
Da qui possiamo distinguere meglio i diversi strumenti.
Sedia evolutiva: una sedia che cresce con il bambino
La sedia evolutiva è innanzitutto un arredo pensato per accompagnare la crescita. La caratteristica fondamentale è la possibilità di modificare la configurazione della seduta – per esempio altezza della seduta e/o del poggiapiedi – così da adattarla alle diverse fasi dello sviluppo.
A differenza di una normale sedia per bambini, quindi, non nasce per essere utilizzata soltanto per un periodo limitato.
A cosa serve?
Il suo scopo principale è permettere al bambino di sedersi a tavola in una posizione adeguata, partecipando alla vita familiare senza dover necessariamente utilizzare un seggiolone tradizionale.
Può essere utilizzata per:
La parola evolutiva indica dunque soprattutto la capacità dell'arredo di adattarsi alla crescita fisica del bambino.
È una sedia Montessori?
Non necessariamente.
Una sedia evolutiva può essere perfettamente coerente con un approccio Montessori se viene utilizzata per rendere l'ambiente più accessibile al bambino, ma non basta chiamarla “Montessori” per renderla tale.
Il principio interessante è un altro: anziché costringere il bambino ad adattarsi a un ambiente progettato per l'adulto, si adatta l'ambiente alle sue possibilità. È uno dei concetti centrali dell'ambiente preparato Montessori.
Seggiolone Montessori: il termine che può creare più confusione
Qui è importante fare una distinzione.
“Seggiolone Montessori” non è una categoria ufficiale del metodo Montessori.
È un'espressione commerciale utilizzata per indicare generalmente un seggiolone che cerca di avvicinarsi ad alcuni principi dell'approccio Montessori: autonomia, partecipazione alla tavola, libertà di movimento e coinvolgimento del bambino nella vita quotidiana.
Può avere, per esempio:
Il concetto è interessante perché mangiare non è soltanto nutrirsi: è anche partecipare a un momento sociale della famiglia.
Ma attenzione a un equivoco frequente:
Un seggiolone che favorisce l'autonomia non significa che il bambino debba essere lasciato autonomo senza supervisione.
La sicurezza viene prima di qualsiasi filosofia educativa. Le indicazioni dell'American Academy of Pediatrics raccomandano, per esempio, di utilizzare sempre i sistemi di ritenuta del seggiolone e di non lasciare il bambino incustodito; il bambino non dovrebbe inoltre stare in piedi sul seggiolone.
Seggiolone Montessori e sedia evolutiva sono la stessa cosa?
Non necessariamente.
Il seggiolone nasce principalmente per la fase in cui il bambino ha bisogno di una seduta specificamente progettata per mangiare in sicurezza.
La sedia evolutiva, invece, è pensata per avere una vita più lunga e accompagnare il bambino verso una seduta sempre più simile a quella dell'adulto.
In alcuni prodotti le due funzioni possono sovrapporsi: per questo è più utile guardare come è progettato l'oggetto e per quali fasi è previsto, piuttosto che fermarsi al nome commerciale.
Torre montessoriana o Learning Tower: quando il bambino vuole “arrivare” al mondo degli adulti
♡
Ed eccoci all'oggetto che più di tutti rappresenta il concetto di partecipazione.
La torre montessoriana, chiamata anche learning tower o torre di apprendimento, è una struttura rialzata e generalmente dotata di una piattaforma con protezioni laterali, che permette al bambino di stare in piedi a un'altezza dalla quale può raggiungere superfici normalmente troppo alte.
Il suo utilizzo tipico?
La cucina.
Il bambino può, con un adulto accanto:
Ed è proprio qui che la torre incontra uno dei concetti più interessanti della pedagogia Montessori: la vita pratica.
Nell'approccio Montessori, attività apparentemente semplici come spazzare, apparecchiare, lavare o riordinare non sono considerate semplici “lavoretti”.
Ma la Learning Tower non è uno “sgabello per bambini”
Questa è una distinzione fondamentale.
Una torre di apprendimento non dovrebbe essere interpretata come una semplice pedana rialzata.
La progettazione deve tenere conto del fatto che il bambino si trova in altezza e può raggiungere oggetti potenzialmente pericolosi. Stabilità, dimensioni, protezioni, accesso e modalità d'uso diventano quindi elementi essenziali.
E soprattutto: la torre non rende automaticamente sicura la cucina.
Un bambino piccolo non ha ancora una piena percezione del pericolo. L'American Academy of Pediatrics sottolinea proprio come, tra 1 e 2 anni, il bambino inizi a raggiungere e arrampicarsi su superfici che prima non erano accessibili; in cucina, durante la preparazione dei pasti, raccomanda particolare attenzione alle fonti di calore e agli oggetti caldi.
La torre è quindi uno strumento per l'autonomia accompagnata, non un dispositivo per lasciare il bambino da solo.
Torre di apprendimento e torre montessoriana: sono diverse?
Nella maggior parte dei casi, no.
Learning tower, torre di apprendimento e torre montessoriana vengono spesso utilizzati per indicare sostanzialmente lo stesso tipo di prodotto.
La differenza è soprattutto linguistica e comunicativa:
Learning Tower → termine inglese molto diffuso;
Torre di apprendimento → traduzione italiana;
Torre montessoriana → definizione che richiama il principio educativo da cui prende ispirazione.
Quest'ultima definizione, però, va usata con una certa cautela: Maria Montessori non ha progettato la moderna learning tower come la conosciamo oggi.
È più corretto dire che la torre contemporanea è ispirata ai principi dell'ambiente preparato e della vita pratica Montessori.
Questa distinzione è importante anche per evitare uno dei falsi miti più diffusi: mettere la parola “Montessori” davanti a un prodotto non significa automaticamente che quel prodotto appartenga al metodo Montessori.
E la scaletta montessoriana?
Qui entriamo in un territorio ancora più interessante.
La scaletta montessoriana può indicare una piccola scala progettata a misura di bambino, utilizzabile per raggiungere autonomamente superfici o oggetti normalmente troppo alti.
Ma il termine viene talvolta utilizzato anche per prodotti che assomigliano molto alle learning tower.
La differenza fondamentale può essere individuata nella funzione:
La scaletta
Serve principalmente a salire e raggiungere.
Il bambino impara a:
La torre di apprendimento
Serve principalmente a stare a una certa altezza e partecipare a un'attività.
Il bambino sale sulla torre e rimane in posizione stabile mentre, per esempio, prepara qualcosa sul piano di lavoro.
Per questo, quando si parla di prodotti per bambini, è utile non fermarsi alla forma.
Una struttura può sembrare una scaletta ma essere concepita come torre; oppure può essere una vera scala utilizzabile per raggiungere autonomamente un determinato ambiente.
Il falso mito più grande
"Montessori = fare tutto da soli”
Autonomia non significa assenza dell'adulto.
Nel pensiero Montessori, l'ambiente deve essere preparato in modo che il bambino possa fare da sé ciò che è in grado di fare, mentre l'adulto osserva, accompagna e interviene quando necessario. L'AMI sottolinea proprio il ruolo dell'adulto nel preparare l'ambiente e nel riconoscere i bisogni individuali del bambino.
Perciò: “Lasciare fare” non è la stessa cosa di “aiutare a fare da soli”.
Un bambino che sale sulla torre per lavare una mela non sta necessariamente imparando qualcosa perché l'adulto si è allontanato.
Sta imparando perché può partecipare a un'attività reale, alla sua portata, con il giusto livello di sostegno.
Un altro falso mito
“La torre rende il bambino più autonomo”
Non è la torre, da sola, a creare autonomia.
La torre crea una possibilità.
L'autonomia nasce dall'incontro tra:
ambiente + competenza del bambino + tempo + fiducia dell'adulto + possibilità di fare esperienza.
È questo il vero senso dell'arredo evolutivo: non sostituirsi all'educazione, ma creare condizioni favorevoli all'educazione.
Recommended products