I bambini e la loro memoria... spaziale

Tra i sei mesi e l’anno, ogni bambino sente un fortissimo bisogno di muoversi, o meglio, sente l’esigenza di trovare delle soluzioni per i suoi scopi.

Inizia a protendere una manina per raggiungere un giochino, a strisciare (ognuno a modo suo) per vedere meglio quell’oggetto interessantissimo dall’altra parte della stanza e ad affinare le sue tecniche di adattamento all’ambiente circostante.

I bambini, come diceva anche Maria Montessori, hanno bisogno di fare esperienze motorie, dirette e concrete: assieme alla progressione dei movimenti, avviene una straordinario sviluppo della mente.

Questo ci fa riflettere molto, come genitori, sulle scelte che operiamo per i nostri bambini.

Lasciarli liberi di sperimentare nello spazio, di muoversi in libertà, è importantissimo per lo sviluppo delle mappe logiche e dei rapporti come “prima-dopo”, “alto-basso” e così via.

Ma come fare a “lasciarli fare da soli”?

Sarà sicuro?

Quale deve essere il mio ruolo come genitore?

L’apparente inattività di mamma e papà si traduce in attenta osservazione e consapevole scelta dell’ambiente che andiamo a costruire per loro.

Si, dobbiamo essere lì accanto a loro, apparentemente distratti a fare altro, e dobbiamo scegliere in anticipo un ambiente adatto, stabile e degli strumenti pensati per loro.

Ecco alcuni spunti che abbiamo imparato nel nostro percorso come genitori:

--> Proviamo a selezionare oggetti che stimolano il movimento: un appoggio basso per dare loro la possibilità di alzare in piedi o un piccolo ostacolo da superare gattonando

--> Evitiamo di cambiare spesso la sistemazione degli oggetti nella stanza

--> Manteniamo ordine e limitiamo il numero di giochi in casa

--> Permettiamo al bambino di stare con noi anche nelle normali attività domestiche (adorano giocare con le pentole di mamma o lavare l’insalata accanto a lei!)

--> Permettiamo loro di essere autonomi nel fare alcune cose routinarie come andare a nanna, lavarsi le mani, prendersi una merenda da uno scaffale basso

--> Ascoltiamo le loro reazioni: dal divertimento, alla paura, dalla curiosità, al timore… lo stesso bimbo può manifestare sensazioni diverse verso un unico oggetto, anche a distanza di tempo!

--> Non proponiamo troppo: sono loro a stimolare la loro stessa curiosità e a calibrare le loro capacità nel tempo.

Fidiamoci dei nostri bambini, diamo loro gli strumenti per esprimersi, per imparare da soli e per poter diventare le persone uniche che già sono!

Fionte: Uppa // Neuropsicomotricista